L’AVIS-SCHIO dona una targa al Dott. Sardella per vent’anni di proficua collaborazione

L’AVIS-SCHIO dona una targa al Dott. Sardella per vent’anni di proficua collaborazione

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Una targa per esprimere stima e riconoscenza a Corrado Sardella per vent’anni di proficua collaborazione, contraddistinta da impegno e professionalità, nel corso dei quali ha sempre cercato di andare incontro alle esigenze di tutti.

Una targa per esprimere stima e riconoscenza a Corrado Sardella per vent’anni di proficua collaborazione, contraddistinta da impegno e professionalità, nel corso dei quali ha sempre cercato di andare incontro alle esigenze di tutti operando per il bene del servizio.

L’ha consegnata il presidente dell’Avis Schio – Altovicentino, Giulio Fabbri, al direttore facente funzioni del Centro trasfusionale dell’Ulss 7 Pedemontana in comando all’Azienda Zero di Padova dove ha assunto l’incarico di responsabile del CRAT, struttura individuata dalla programmazione regionale a garantire il coordinamento delle attività trasfusionali del Veneto. 

«Nonostante la situazione critica e le restrizioni dovute all’epidemia la raccolta del sangue continua – assicura il dottor Sardella, impegnato a redigere il nuovo documento di programmazione -. Lo scorso anno nel Veneto sono state raccolte 15 mila unità di sangue in meno rispetto al 2019, carenza in parte compensata dalla minore richiesta di trasfusioni, circa 14 mila, dovuta soprattutto alla riduzione dell’attività chirurgica. Il forte calo registrato anche nella raccolta di plasma ha determinato una minore quantità di farmaci di ritorno dalle case farmaceutiche con conseguente aumento dei costi a carico delle aziende sanitarie. Per quest’anno speriamo almeno di poter raggiungere gli stessi numeri del 2020.»

Il sistema però scricchiola. I centri trasfusionali sono sotto organico mentre con il Covid-19 è aumentata la mole di lavoro. Per Sardella servirebbero maggiori spazi e più personale ma soprattutto il potenziamento del sistema informatico regionale per governare la situazione e risolvere in tempo reale i problemi locali prevedendo anche lo spostamento dei donatori da un centro di raccolta ad un altro che si venisse a trovare in difficoltà. Per quanto riguarda l’Ulss 7 servirebbero almeno quattro letti in più, con conseguente aumento di personale, per arrivare almeno a 42/43 donazioni al giorno.

Alla cerimonia di premiazione, a cui erano presenti anche alcuni componenti del consiglio direttivo, il presidente ha tracciato brevemente il bilancio 2020 dell’Avis Schio – Altovicentino.  

«Nonostante tutti i problemi organizzativi e umani ed il blocco delle prenotazioni per tre mesi, lo scorso anno ci sono state solo 203 donazioni di sangue in meno rispetto al 2019 – conclude Giulio Fabbri -. Ora le agende sono state riaperte regolarmente e sono riempite fino a tutto febbraio. A differenza di quanto sta accadendo in altre realtà del Veneto il flusso dei donatori è costante. La nostra segreteria convoca ogni giorno 35 persone che donano 27 unità di sangue intero e 8 di plasma.»                                                  

Bruno Cogo

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